Castelsardo

Nella naturale cornice del Golfo dell’Asinara sorge Castelsardo.

La particolare posizione geografica e la presenza di diversi approdi naturali, favorì la scelta del luogo come sede di insediamenti umani a partire dal Neolitico, testimoniata dalla presenza nel nostro territorio di Domus de Janas e di numerosi Nuraghi. Questi luoghi così strategici e ricchi di risorse attraevano popolazioni da tutto il Mediterraneo, dai Fenici ai Cartaginesi, fino alla dominazione Romana.
Ma solo negli ultimi 900 anni Castelsardo diviene Storia.

Fondata intorno al 1200 con il nome di Castel Genovese dalla potente famiglia genovese dei Doria, sulle fondamenta di un precedente avamposto, la città ed il castello servivano a dominare e porre sotto controllo i tanti possedimenti genovesi nel nord della Sardegna. Nel 1448 la città, come tutta la Sardegna passa sotto il controllo della Corona d’Aragona, la quale la ribattezza Castel Aragonese; è in questo periodo che il borgo acquisisce l’aspetto di una fortezza inconquistabile, protetta dal promontorio sul mare in cui sorge e resa ancor più sicura dalle migliorie realizzate dagli aragonesi. È solamente secoli più tardi, nel 1767, sotto la dinastia Sabauda che il borgo assume l’odierno nome di Castelsardo.
I suoi bastioni, le case colorate lungo le ripide scalinate adorne di piante e fiori, le strette vie acciottolate caratterizzano la roccaforte dove potrai visitare il Castello dei Doria. L'architettura di quel periodo storico è giunta sino ai giorni nostri in un discreto stato di conservazione, ma della cinta muraria sono invece oramai scomparse le alte torri che la proteggevano.
Oggi Castelsardo è famosa per il suo artigianato e per aver conservato intatte antiche tradizioni: nel Castello ha sede il Museo dell’Intreccio Mediterraneo, uno dei più visitati della Sardegna, dove poter ammirare i cestini realizzati intrecciando a mano le fibre della palma nana, del fieno marino e della rafia. Nelle vie strette sedute sull’uscio di casa è ancora possibile incontrare le cestinaie, le custodi dell’arte dell’intreccio i cui prodotti in passato facevano parte integrante della vita dei contadini e dei pescatori, realizzando per loro le nasse, le corbule, i panieri, setacci, funi e crine per materassi.
Non perdetevi una visita alla splendida Cattedrale di Sant’Antonio, risalente al Cinquecento, nella quale si fondono elementi architettonici gotico catalani e del classicismo rinascimentale, con il campanile a picco sul mare e la sua cupola decorata da maioliche policrome.
Pochi chilometri dal centro urbano, lungo la SS 134, si innalza la Roccia dell’Elefante, un grosso masso di natura vulcanica eroso dagli agenti atmosferici nel singolare aspetto di un pachiderma. La Roccia dell'Elefante riveste anche una notevole importanza archeologica poiché alla sua base sono stati ricavati degli ambienti sepolcrali, le Domus de Janas, risalenti al periodo prenuragico.

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